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Si hanno notizie dell'esistenza della chiesa di Santa Lucia fin dal
1276. Già dal 1289 era certamente affidata ai monaci silvestrini
che, provenienti da San Bartolo della Castagna, stavano aprendo in quegli
anni l'Ospizio che sarà poi Monastero di Santa Lucia. Anche
in questa chiesa il municipio faceva delle oblazioni nelle feste di Santa
Lucia e del Beato Ugo degli Atti fin dal secolo XV.
Non sono venute a nostra conoscenza le dimensioni della primitiva struttura
della chiesa, sappiamo soltanto che essa fu del tutto distrutta e ricostruita
a nuovo nel 1650 per essere riconsacrata nel 1726.
In un documento del 1504 risulta che la chiesa di Santa Lucia era già
parrocchia, retta dagli stessi monaci silvestrini, fino al 1986; oggi è
rettoria dell'unica parrocchia di San Quirico.
L'edificio è in stile barocco elegante ed imponente insieme:
ricca di pitture, stucchi, decorazioni, dorature. La decorazione a fresco
della volta è su disegno ed in parte anche opera diretta di Giuseppe
Malatesta di Fabriano. Stupenda e di un effetto sorprendente per i lavori
ad intaglio e riccamente decorati è la prospettiva dell'organo,
eseguita per ordine e sotto il generalato del Rev.mo P. Abate Don Isidoro
Rosa nel 1675, come l'organo stesso.
Nell'unica navata (ml. 27 x 9) sono sistemati sette altari o cappelle.
La prima cappella a destra è dedicata a Maria Santissima Assunta
al cielo. Fu fatta costruire a proprie spese dal capitano del popolo Antonio
Coppelli (+1642). Mirabile è l'inquadratura dell'altra
in legno, scolpito e dorato. Il quadro della Vergine, invece, appena abbozzato
da Pasqualino Rossi, fu deturpato da mano inesperta che presunse completarlo
ricoprendo alcune pudiche nudità.
Nella seconda cappella è una buona tela di Giovan Francesco Romanelli
da Viterbo (1610-1662), rappresentante il Beato Ugo che contempla gli strumenti
della passione. Sui fianchi della stessa cappella sono altre due tele di
buona fattura e minori dimensioni, che rappresentano due miracoli del giovane
santo serrano: l'acqua da lui prodigiosamente fatta scaturire da una
roccia del bosco di Serragualdo presso Sassoferrato; ed il lupo da lui ammansito
a Montegranaro. La devozione ed il culto del Beato Ugo fu costante nel popolo
di Serra San Quirico e si mantiene tutt'ora vivi specie nella solennità
che ogni anno si celebra in questa chiesa il 27 luglio.
La terza cappella è dedicata alla Madonna della Misericordia. Il
quadro ed il suo pregevole prospetto in legno, scolpito e dorato, fu acquistato
in Roma dal serrano P. Abate Ubaldi nel 1620. Non se ne conosce l'autore,
ma è certamente lavoro originale di un artista provetto.
La prima cappella a sinistra è dedicata alla Vergine del Carmelo.
Il quadro è opera di Pasqualino Rossi. In questo altare era canonicamente
eretta la pia Compagnia del Carmine, certamente esistente già nel
1609; non ci è dato però poter rinvenire l'anno ed il
decreto di fondazione.
La seconda cappella a sinistra è dedicata a Santa Lucia, titolare
della chiesa. Il quadro dell'altare rappresenta la santa insieme alla
Madonna ed a Santa Caterina. Esso fu donato alla chiesa dal concittadino
Flaminio Armezzani, che era giudice a Ferrara (1586-1676). Si dice opera
originale di Guido Reni e per tale acquistata dall'Armezzani che la
pagò cento scudi-oro.
La terza cappella a sinistra è dedicata a San Giuseppe e San Silvestro.
Il quadro è opera del romano Giuseppe Cesari, detto il "Cavalier
d'Arpino" (1568-1640). Anche questa tela è di ottima
fattura. Fu deteriorata per il ritocco apportatole da mano inesperta.
L'altare maggiore è opera di Giovanni Fabbri da Sant'Ippolito
che lo costruì su ordinazione dei monaci in marmi policromi e pregiati
nel 1739. Fu consacrato ed inaugurato in occasione della riapertura al culto
della chiesa restaurata dopo le devastazioni del terremoto del 1741.
Nell'abside sono cinque grandi tele, rappresentanti scene del martirio
di Santa Lucia. Quella di centro è indubbiamente opera di Pasqualino
Rossi; le quattro laterali, ideate e delineate dal medesimo, furono forse
completate da diversi autori della scuola bolognese. Le lacerazioni delle
tele che si osservano lungo le relative cornici ricordano il trafugamento
preservativo fatto dai monaci per sottrarre le tele alla requisizione ordinata
da Napoleone.
La chiesa di Santa Lucia è una delle più ricche di reliquie
di santi. In passato era anche fornita di prezioni arredi sacri in argento,
legno dorato, stoffe pregevoli. Molti oggetti furono asportati al tempo
di Napoleone; altri, occultati presso privati durante la duplice soppressione
degli ordini religiosi, non tornarono più al loro posto.
Il coro di questa chiesa è lavorato per la maggior parte in radica
di noce bella ed assai rara, ed è lavoro di intelligente artefice:
gli specchi, specialmente degli stalli supeirori, sono stati intarsiati
a disegno, disposti in bella armonia. Nel coro si ammira anche un bel cantorino.
La parte superiore dell'annesso monastero è proprietà
dei monaci silvestrini e viene adibito a centro di accoglieza per gruppi
autogestiti.
Il complesso monumentale di Santa Lucia (ove oggi ha sede la Cartoteca Storica
Regionale) ospita dal 1988 la Sede Operativa del Parco Naturale Regionale
della Gola della Rossa e di Frasassi.
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