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Il Parco della Gola della Rossa e di Frasassi è l'ultima area protetta nata nelle Marche e, tra quelle la cui istituzione è di competenza regionale, la più grande.
Il Parco non è un'isola. Interagisce con un territorio montano - istituzionalmente organizzato nella Comunità Montana dell'Esino-Frasassi – più ampio e certamente dotato di ulteriori elementi di grande interesse e di eccezionalità. E' a sua volta elemento di spicco in un contesto di pregevole ed elevata fattura e di sicuro interesse per chi voglia apprezzare, in un sapiente ed equilibrato dosaggio, storia, cultura, arte, produzioni di qualità agro-alimentare.
Conoscere Serra San Quirico vuol dire anche percorre i sentieri che la cingono
e che, in maniera silenziosa, possono raccontarci la storia della sua realtà
millenaria. Una storia che se da una parte riconosce come suo centro sociale
il paese arroccato su un colle, dall'altro utilizza la Gola della
Rossa come via di transito e di comunicazione tra la costa e l'entroterra.
Sono stati selezionati alcuni dei sentieri
escursionistici individuati dal Parco Naturale Regionale della Gola della
Rossa e di Frasassi, anche se è sufficiente uscire dal centro
storico di Serra San Quirico ed incamminarsi in un qualsiasi viottolo per
ritrovarsi in un ambiente naturale che ciascuno può interpretare
in relazione ai propri interessi ed alle proprie sensibiltà. Questi
sentieri rappresentano una fra le tante ricchezze del territorio; un bene
privilegiato per essere tramite tra uomo ed ambiente; un dono da apprezzare
e conservare.
Risalendo l'ampia Valle dell'Esino, percorrendo le principali
reti di comunicazione stradale e ferroviaria che congiungono Ancona a Roma,
a circa 40 Km dalla foce del fiume, nel territorio del Comune di Serra San
Quirico, si incontrano le prime montagne costituenti la dorsale orientate
dell'Appennino Umbro-Marchigiano.
L'attraversamento di questo ostacolo naturale è stato possibile
fin dai tempi remoti per mezzo di una profonda fenditura che il fiume Esino
ha operato nel corso dei millenni, lasciando aspre pareti calcaree quasi
verticali: la Gola della Rossa.
E' una gola rocciosa calcarea che attraversa per due chilometri la
catena appenninica a nord del Monte San Vicino, delimitata dalle balze scoscese
dei monti Revellone (m 841 s.l.m.) a sud e Murano (m 882 s.l.m.) a nord.
Amministrativamente il territorio della Gola ricade nei Comuni di Serra
San Quirico, Fabriano e Genga.
Tale comprensorio presenta notevolissimi elementi di carattere naturalistico,
paesaggistico, storico-archeologico che lo qualificano come un territorio
di specifico interesse ambientale.
In particolare la Gola della Rossa, per le sue peculiarità botaniche,
è stata individuata fra i "Siti d'Importanza Comunitaria"
(Direttive CEE 92/43 e 79/409) tramite apposito D.M. del Ministero dell'Ambiente
del 3 aprile 2000.
L'intera Gola è compresa nella Tavoletta I.GM. III N.O. del
Foglio 117 della Carta d'Italia, occupa una superficie di 450 ettari
circa, con quote che vanno dai 173 m (s.l.m.) del letto del fiume agli 882
della cima del monte Murano.
Il fiume Esino è il maggior
corso d'acqua della provincia di Ancona. Ha origine a sud-ovest di
Esanatoglia, in provincia di Macerata, alla quota di circa 900 m, dove si
forma dall'unione di due rami sorgentiferi provenienti dai monti Cafaggio.
Gemmo e Tre Pizzi.
Lo sviluppo dell'asta principale dell'Esino è di 76 km.
Dopo aver toccato Esanatoglia e Matelica, l'Esino si dirige a nord
e riceve a sinistra, ai piedi di Albacina, il fiume Giano. Ancora più
a nord accoglie le acque del fiume Sentino, il suo principale affluente,
e quindi piega verso nord-est percorrendo la Gola della Rossa. Riceve poi.
a destra, il torrente Esinante e quini passa presso Jesi. Sfiora poi Chiaravalle,
dove riceve a sinistra il torrente Triponzio, e si getta nel mare Adriatico,
a sud di Rocca Priora, in territorio di Falconara M.ma.
L'Esino è alimentato da numerose sorgenti perenni tra le quali
è particolarmente abbondante quella di Gorgovivo, nella Gola della
Rossa, che viene captata da alcuni anni per provvedere al fabbisogno di
acqua potabile dei Comuni a valle e di quelli costieri compresi tra Ancona
e Senigallia. Lungo l'intero corso del fiume esistono numerose traverse
stabili per la presa delle acque, sia per l'alimentazione di opifici
e centrali idroelettriche che per derivazioni a scopo irriguo.
Il bacino idrografico, dal punto di vista litologico, può dividersi
in due zone: quella montana, occupata da calcari più o meno compatti,
cretacei e scaglia, che è di natura semipermeabile; quella prima
collinare e poi pianeggiante, dalla Gola della Rossa al mare, che è
interamente impermeabile e caratterizzata, nel fondovalle, da terreni fertilissimi.
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