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Sul fianco sinistro dell'ex chiesa di S. Maria del Mercato, oggi Teatro
comunale, comincia, seguendo il sentiero 143, il percorso per la vetta del
Monte Murano. Costeggiando a destra l'edificio si arriva ad uno slargo tra
le case. Rimontata una breve rampa a sinistra si è fuori del paese.
Si prosegue a destra su largo sentiero, protetto per lunghi tratti da staccionata,
che risale con comodi tornanti il pendio boscoso. Trascurando la deviazione
a sinistra che raggiunge una vecchia sorgente, si arriva in breve alla strada
che sale verso i prati di S. Bartolo. Attraversata la strada, il sentiero
prosegue in salita tagliando in diagonale il pendio superando con alcuni
gradini i tratti più ripidi. Dopo circa 300 metri si arriva in prossimità
della vecchia casa colonica che sorge solitaria sui prati. Superato il bivio
con il sentiero 141A, si continua a salire tenendosi di poco all'interno
della zona boscata. A q. 555 si sbuca sulla sterrata utilizzata per la ceduazione,
e la si segue verso destra. Fatte alcune centinaia di metri si esce sui
prati a Nord della cima e si prosegue in direzione degli evidenti ruderi
di Case Marcellini. Di qui si segue la sterrata che prima quasi pianeggiante
e poi più ripida e stretta sale alla vetta del Monte Murano.
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Lasciata l'auto fuori delle mura di Serra S. Quirico, ci si incammina
per il sentiero 143 sulla sinistra dell'ex chiesa di S. Maria del Mercato.
Costeggiando a destra l'edificio si arriva in breve ad uno slargo tra le
case. Rimontare una breve rampa a sinistra e si è fuori del paese.
Proseguire a destra sul sentiero che risale con tornanti il pendio boscoso.
Si arriva in breve alla strada che sale verso i prati di S. Bartolo. Attraversata
la strada, il sentiero prosegue in salita tagliando in diagonale il pendio.
Dopo circa 300 metri si arriva in prossimità della casa colonica
edificata sui prati. Superato il bivio con il sentiero 141A, si continua
a salire obliquando. A q. 555 si incrocia una sterrata e la si segue verso
destra. Fatte alcune centinaia di metri si esce sui prati a Nord della cima
per proseguire in direzione degli evidenti ruderi di Case Marcellini. Anzichè
continuare verso i ripetitori, costeggiare Colle Foglia verso Ovest sulla
traccia pianeggiante che segue il bordo del prato. Dopo circa 1 Km si entra
nella pinetina. La si traversa sino ad incontrare la strada asfaltata che
sale a Colle Foglia. Seguirla verso destra, perdendo quota sino al primo
tornante, corrispondente all'incrocio con il sentiero 107AG.
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o la Gola presa…in giro! Chissà se rossa per la vergogna della perduta verginità! E chissà se il giro che inizia dalla sede del Parco le porterà più fortuna. Lo meriterebbero le masse di calcare che emergono dal sinuoso Esino, le luminose valli, le cavità che hanno protetto antenati, santi e briganti. Saranno questi i motivi per cui è così ben protetta da divieti, cancelli e telecamere? Fortuna che c'è chi saprà spiegarlo al turista. Intanto, noi escursionisti, ci incamminiamo per questo fantastico anello che scende alla statale, costeggia l'Esino, sale per boschi e creste mozzafiato fino al panoramico costone che scende a Grottafucile. Tra consolidata incuria e tentativi di piccoli rimedi, qui aleggia sempre la misteriosa sensazione di aver trovato qualcosa che vale. Ancora giù, non per i precipizi della cava, con largo tracciato verso la Gola. Alle spalle l'anfiteatro accecante e polveroso, di fronte la luce confortante della selva che ammanta una valle, il Vernino, che possiede tutto. Sul lato destro il susseguirsi di modellate rocce invita a salire verso di esse. E lassù, quasi al termine, la Grotta omonima. Al di sopra, un passaggio delicato ed un ghiaione faticoso per godersi, poi, un sentiero delizioso che sfocia nei prati sotto una delle più panoramiche cime del Parco: Monte Murano. Di nuovo prati e poi boschi, in rapida discesa per S. Bartolo e Serra S. Quirico.
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Il sentiero 143 comincia sulla sinistra dell'ex chiesa di S. Maria del
Mercato. Costeggiando l'edificio si arriva in breve ad uno slargo tra le
case. Rimontare una breve rampa a sinistra poi proseguire a destra sul sentiero
che risale il pendio boscoso. Attraversata la strada che sale ai prati di
S. Bartolo, seguire il sentiero ancora per circa 300 metri fino al bivio
con il sentiero 141A. A destra si risale una sottile cresta che si abbandona
per scendere a destra rientrando nel bosco. Proseguire in piano su sentiero
e poi su carrareccia. Attraversata infine a destra una piccola radura si
sale a Case Spadini. Di qui si raggiunge la strada imbrecciata che risale
la Val Faedo. Seguirla verso sinistra. Al secondo tornante prendere a destra
una carrareccia pianeggiante che dopo circa 300 metri piega a sinistra perdendo
gradatamente quota. Attraversato l'agriturismo Beicerca, s'incrocia una
strada imbrecciata che si segue a sinistra scendendo a Beicerca Alta e da
qui al fondovalle, al bivio con il sentiero 141. Seguirlo verso destra per
circa 1 Km fino alla chiesa romanica di S. Ansuino. Da qui a sinistra su
carrareccia per circa 400 metri, poi ad un bivio prendere a destra e risalire
il versante opposto. Si arriva alla strada appena a Sud del centro storico
di Avacelli.
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Dallo svincolo di Serra S. Quirico per Castelletta, quindi al primo slargo
a destra piccolo parcheggio. Da Gorgovivo sterrata in piano tra Esino e
confine del Parco con a fronte la cava gigante.
Al praticello secondo sentiero a sinistra che sale zigzagando in macchia
fino alla crestina sopra la galleria ferroviaria. Di fronte, superba, la
Gola della Rossa, incisa dall'Esino che delinea la base dei rocciosi contrafforti
del Murano e dei verdi precipizi del Revellone con affioranti rocce ed androni,
rifugio in lontano passato dei nostri antenati, e più di recente
di un uomo di nome Silvestro. Si continua a salire per piccola traccia,
poi decisamente a destra fino al margine del bosco con nuova vista sulla
Gola. Subito a sinistra, nel bosco; poco dopo primo traliccio sulla destra.
Il tracciato diventa più marcato. Lasciare il bivio sulla sinistra
ed in breve al secondo traliccio su cresta panoramica.
Le sovrastanti roccette richiedono attenzione per facili passaggi esposti
e qualche sasso mobile. In uscita, la traccia continua su cresta prativa
per Pian Molino (cartello "Area Floristica"). Sentiero sul versante
Rossa, brevissima discesa per entrare in pineta ad incontrare, di fronte,
sentiero evidente che esce su prato e con breve traverso all'incrocio con
carrareccia: a sinistra per S. Pietro, a destra per Grottafucile con evidente
tracciato.
(Scendendo non prendere primo bivio a sinistra)
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Dallo svincolo di Serra S. Quirico per Castelletta, al primo slargo a
destra piccolo parcheggio. Sterrata tra Esino e confine del Parco con a
fronte la cava gigante. Dal praticello il sentiero sale nel bosco con scorci
panoramici sulla Rossa e sulle affilate creste del Revellone che slancia,
in alto, la sua elegante sagoma. Dal terzo belvedere risalire la sovrastante
crestina rocciosa che richiede attenzione per facili passaggi esposti e
qualche sasso mobile. Continuare su cresta prativa per Pian Molino, in pineta,
su ampio prato che porta al valico I Colli. Traversata la carrareccia salire
per ampio pendio prativo alla seconda carrareccia ed ancora diritti per
la ripida cresta Nord. Il sentiero devia a destra e guadagna l'ampio dosso,
in pineta, della cresta Nord-Ovest per poi, costeggiando il versante Ovest,
offrire aeree e panoramiche vedute. Traversato il ghiaione non prendere
la sterrata ma salirne il greppo per giungere, con chiara traccia, al sentiero
che conduce in breve alla vetta. Scendendo verso Castelletta è consigliata
una sosta all'area attrezzata vicino la palestra "L. Cartoni".
Dal paese per il vecchio cimitero, risalire all'asfalto con di fronte rudere
e carrareccia che conduce ad I Colli poi, a destra, in pineta per Pian Molino
e quindi Gorgovivo prestando molta attenzione alla crestina rocciosa.
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L'accesso alla Gola della Rossa per chi proviene da Sud è uno spettacolo
che non delude mai. Tra frastagliate creste, masse calcaree ed anse sinuose
si arriva a Pontechiaradovo, la porta d'accesso. Il brusco risveglio alla
vista dell'enorme, bianco anfiteatro indica dove lasciare il mezzo. Traversato
il ponte sull'Esino, la sbarra e fiancheggiata la cava sulla destra, gli
scarponi ritrovano il giusto assetto. Ponticello della ferrovia quindi a
sinistra per un sentiero largo che con svolte e diagonale conduce a Grottafucile.
La sosta è d'obbligo cercando di rivivere, almeno in parte, la suggestione
del luogo e del passato.
Sempre per la carrareccia si sale al valico I Colli. Lasciare la carrareccia
e salire per l'ampio pendio prativo. Tenendosi al centro si trova il sentiero,
man mano più evidente, che immette sulla seconda carrareccia. Salire
ancora diritti per la ripida cresta Nord con di fronte la slanciata sagoma
del Revellone. Il sentiero devia a destra e guadagna l'ampio dosso, in pineta,
della cresta Nord-Ovest per poi, costeggiando il versante Ovest, offrire
aeree e panoramiche vedute. Traversato il ghiaione non prendere la sterrata
ma salirne il greppo per giungere, con chiara traccia, al sentiero che conduce
in breve alla vetta.
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Per chi viene da Pontechiaradovo, la salita comincia sull'evidente carrareccia
che sale a sinistra pochi metri prima di arrivare al cancello che impedisce
di proseguire lungo la Gola. Seguendo il sentiero 107A si arriva a q. 338
ad un piccolo rifugio con fonte al bordo di una radura. Si prosegue nella
macchia verso la base delle alte pareti di calcare massiccio sino ad imboccare
a destra il sentiero 107B. Alcuni brevi tornantini e si è presso
l'ingresso della Grotta del Vernino. Il sentiero prosegue salendo invece
sulla sinistra, traversa poi a destra alcune roccette esposte e risale con
tornanti il ripido ghiaione. Non uscire dalla traccia soprattutto in discesa,
sino a guadagnare il sentiero che traversa pianeggiante per circa 2 Km i
fianchi di Colle Tordina e Colle Foglia. Da Case Marcellini la vista può
spaziare sulle colline che digradano a Nord-Est fino al mare. Ma ancora
più esteso è il panorama dalla vetta, ormai prossima, del
Monte Murano. Seguire verso Sud il sentiero 143A su traccia prima pianeggiante
e poi più ripida nel superare le ultime balze a ridosso della cima,
un po' discosta dalla croce, evidenziata da un caposaldo dell'Istituto Geografico
Militare
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Pochi metri prima del cancello che chiude ad Ovest il transito nella Gola
della Rossa, si imbocca a sinistra la carrareccia che risale il versante
sinistro della Valle del Vernino, sentiero 107A. Evitando le diramazioni
sulla sinistra, si arriva a q. 338 ad un piccolo rifugio con fonte al bordo
di una radura. Si prosegue nella macchia verso la base delle alte pareti
calcaree. A q. 525 si lascia sulla destra il sentiero 107B che sale alla
Grotta del Vernino e, in piano, si raggiunge una vecchia cava di scaglia.
Si risale verso la testata della valle sino a cambiare versante; ancora
250 metri nel bosco e si arriva all'incrocio con il sentiero 107C. Si continua
salendo a destra, tra rovi e ginestre arrivando in breve alla carrareccia,
sentiero 107AG, presso il Valico di Colle di Cupi, che si segue verso destra
sino alla strada asfaltata. A destra lungo questa, sentiero 143, per circa
500 metri, poi si entra a sinistra nella pineta. Si esce sui prati a Nord
di Colle Foglia, seguendone il bordo sino a Case Marcellini. Da qui si arriva
alla vetta seguendo verso Sud il sentiero 143A su traccia prima pianeggiante
e poi più ripida nel superare le ultime balze a ridosso della cima.
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Il percorso inizia e termina con la carrareccia che dalla vecchia statale
risale il versante sinistro della Valle del Vernino, sentiero 107A. Si segue
questa sino ad un piccolo rifugio con fonte al bordo di una radura. Proseguire
nella macchia verso la base delle alte pareti calcaree. A q. 525 si lascia
sulla destra il sentiero 107B che sale alla Grotta e, in piano, si raggiunge
una vecchia cava. Si risale verso la testata della valle sino a cambiare
versante; ancora 250 metri nel bosco e si arriva all'incrocio con il sentiero
107C. Seguire questo scendendo nel versante boscoso; in corrispondenza di
uno dei tornanti un vecchio rifugio della Forestale. Ancora tornanti fra
vegetazione più varia sino ad incrociare una traccia pianeggiante.
Si prosegue verso destra, traversando due fossi ed uscendo infine dal bosco.
Ora il sentiero scende, fiancheggiato da un imponente muro a secco, seguendo
la cresta che si allunga verso Col Saluccio. All'altezza dei ruderi, poco
evidenti per la vegetazione, a q. 310, scendere a sinistra verso il fondovalle.
Attraversato il fosso ci si ritrova presto al bivio con il sentiero 107A,
da qui a destra si scende alla vecchia strada statale.
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Scarica itinerari.zip [contiene le descrizioni degli itinerari in formato Microsoft Word e le cartine]
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